Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza

Finisce sempre così, con la morte, prima però c’è stata la vita, nascosta sotto i bla bla bla bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura, gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza e poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile. Tutto sepolto nella coperta dell’imbarazzo dello stare al mondo, bla bla bla bla. Altrove c’è l’altrove, io non mi occupo dell’altrove, dunque che questo romanzo abbia inizio. In fondo è solo un trucco, si è solo un trucco.”

Mi dico che forse in fondo, la vita è così: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso. È come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo… un sempre nel mai. Si, proprio così, un sempre nel mai.”

Dal film di Sorrentino

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Accanto

È arrivato, è arrivato quel fatidico giorno in cui mi sono finalmente fermata, mi sono guardata un po’ intorno ed ho capito quali sono le persone che amo davvero e quelle che sono state la strada più semplice, quelle che sembravano giuste, quelle che “doveva andare per forza così” o quelle che mi sono fatta semplicemente andar bene.

Perché prima o poi qualcosa si rompe, lo senti quello scricchiolio incessante che arriva dagli angoli nascosti del tuo corpo, perché vuoi o non vuoi i pensieri rosicchiano ricordi.

Ed allora ho pensato che tu non sei la persona giusta… arrivi sempre in ritardo, il tuo massimo romanticismo è mandarmi quei messaggi con scritto “mi manchi… non c’è nessuno che mi pulisce gli occhiali”, il giorno stesso che decido di stare a dieta friggi così tante patatine che il Mc’ ti spiccia casa, scegli sempre tu il film da vedere, uno di quelli che oscilla tra horror-thriller-psicologico-mentale che alla fine qualcuno bisogna ammazzarlo con l’aglio ed un paletto di legno di quercia bianca.

… Chi non ha un paletto di legno di quercia bianca in casa?!

Però, come disse qualcuno più bravo di me “quando supererai la paura di lasciare il porto, ti renderai conto di quanto è bello il mare”

Ed io con te, ho iniziato a nuotare.

Perché non sei la persona giusta, ma sei la persona sbagliata che è riuscita a sconvolgermi l’anima.

Sei la persona che mi toglie il sonno, ma mi regala una notte d’amore, che mi fa sentire bella anche se sono in pigiama, se ho le unghie smangiucchiate, le labbra screpolate dal vento, struccata, arrabbiata con il Mondo, con i capelli fuori posto, ma il cuore lasciato al solito posto.

Con te.

Mi hai insegnato che possiamo essere distanti, ma mai irraggiungibili.

Che l’unico programma per le vacanze è “non so dove, ma insieme”… il resto è qualcosa in più.

Sei la mia certezza, la mia autostima, la mia felicità, la voglia di fare, di costruire, di sognare ancora… perché pur essendo la persona sbagliata, mi hai fatto capire che valgo troppo per essere “l’ogni tanto” di qualcuno.

Il mio posto è ACCANTO

Fonte: tuttodunfiato

Infanzia

“Si lasciano mai le case dell’infanzia? Mai: rimangono sempre dentro di noi, anche quando non esistono più…”

(Ferzan Ozpetek)

Io me la ricordo ancora la casa della mia infanzia e ogni volta che ci passo davanti ricordo ogni angolo dell’appartamento, la posizione dei mobili, il colore del divano, la moquette in salotto, la terrazza nella mia camera da letto, la terrazza lunga dall’altra parte, i giochi sempre da sola, i poster dei Duran Duran alle pareti.

E tanto altro…

Sorrido, la mia infanzia…

Senza pretese, senza soldi, senza futuro apparente…

Basta poco per rendere felice una donna:

un complimento, un fiore…

Lei rientra a casa e tu, invece di salutarla senza alzare la testa, la guardi e le dici: ‘Che bella che sei’ o ‘Ti sta bene questo vestito nuovo’.

Vi accontentate di poco, siamo noi maschi troppo pigri, di una pigrizia senza fine…

– Christian De Sica

Cosa puoi chiedere all’amore?,Nulla, l’amore basta all’amore, semplicemente accade e quando accade e’ un incendio, tu non te ne andrai affinche’ non ti avra’ bruciato.

Fonte: Arwen.F

C’è un’isola in me, dove il vento soffia di terra

e quando il mare urla la sabbia impazzisce.

E c’è sempre luce, ma non è mai giorno.

Fernando Pessoa

Intrecci

“Mia nonna diceva che quando una donna si sentirà triste,

quello che potrà fare è intrecciare i suoi capelli: così il dolore rimarrà… intrappolato tra i suoi capelli e non potrà raggiungere il resto del corpo.

Bisognerà stare attente che, la tristezza, non raggiunga gli occhi, perché li farà piangere e sarà bene non lasciarla posare sulle nostre labbra, perché ci farà dire cose non vere; che non entri nelle tue mani – mi diceva – perché tosterà di più il caffè o lascerà cruda la pasta: alla tristezza piace il sapore amaro.

Quando ti sentirai triste, bambina, intreccia i capelli: intrappola il dolore nella matassa e lascialo scappare quando il vento del nord soffia con forza.

I nostri capelli sono una rete in grado di catturare tutto: sono forti come le radici del vecchio cipresso e dolce come la schiuma della farina di mais.

Non farti trovare impreparata dalla malinconia, bambina, anche se hai il cuore spezzato o le ossa fredde per ogni assenza. Non lasciarla in te, con i capelli sciolti, perché fluirà come una cascata per i canali che la luna ha tracciato nel tuo corpo.

Intreccia la tua tristezza – mi disse – intreccia sempre la tua tristezza.

Fonte: Arwen.F