Me e sempre me

Me e sempre me. Eccomi. 

Dicono che per fare strada devi avere le palle, una fottuta dose di coraggio, un sano egoismo e una bella faccia tosta.
  Probabilmente….
Io ho sempre avuto un carattere di merda. 
E sta timidezza che mi porto addosso non mi ha mai aiutato. Anzi, il contrario.
 Da piccola la mamma mi mandava nella bottega sotto casa a prendere il latte e quelle quattro cose che potevano servire in casa. 
Allora non c’erano tanti negozi di alimentari e tanta gente andava a fare spesa lì. Era la tipica latteria dove potevi trovare il latte, i formaggi, un po di pane e l’angolino bar.
 Io mi facevo ancora più piccola nel mio essere piccola e con la mia lista della spesa mi mettevo in un angolo aspettando che se ne andassero via tutti. Qualcuno si accorgeva di me altri nemmeno mi notavano. 
La scuola non è stata da meno. Sebbene studiassi abbastanza andavo bene agli scritti ma ero una completa frana agli orali.
 All’esame di terza superiore penso di non aver aperto bocca, sbiancata in faccia e con la sensazione di dover svenire da un momento all’altro. Uscita dalla stanza ho avuto la certezza che mi avrebbero bocciato. Ma poi non è stato così. Gli avrò fatto pena o hanno semplicemente pensato di togliersi un’inconcludente dai maroni.
 Il mio primo lavoro a 17 anni. In un bar pasticceria in pieno centro a Bologna. Il periodo più bello della mia vita. L’anno che più ricordo con felicità, spensieratezza e la voglia di vivere di una ragazzina. 
Qui, per forza, dovevo parlare e ignorare la mia timidezza. In un bar di gente ne passa e anche tanta! 
E molto lentamente sono riuscita a “nasconderla” ma non a eliminarla del tutto.
 Il mio carattere di merda mi ha portato ad essere accodiscendente verso le persone che stavano con me. Diciamo che ho sempre fatto ciò che faceva piacere agli altri e molto raramente ho fatto qualcosa per fare piacere a me stessa.
 Da adolescente scrivevo poesie. Mia madre l’ha sempre ritenuto una perdita di tempo. Non mi ha mai appoggiata, anche se vedeva quanto mi piaceva scrivere. E quella volta che ho trovato il mio quaderno di poesie fatto in mille brandelli nel bidone dell’immondizia ho capito che non avrei potuto scrivere mai nulla.
 Ma il tempo scorre e ora, che ho 44anni, mi ritrovo a scrivere su un blog da qualche anno. Per fare un piacere a me stessa, finalmente! 
Accodiscendente con gli altri anche nelle mie relazioni. Ho sempre accontentato chi stava con me ma non ho mai chiesto, urlato, preteso ciò che in realtà piaceva a me. Pensare agli altri, sempre, a discapito di me stessa.
 Mi sono sposata a 23 anni. Dopo 15 anni di matrimonio mi sono innamorata di un altro. Ho lasciato tutto per lui. E finalmente, per una cazzo di volta, ho fatto ciò che davvero volevo io. E mi sono sentita dire da tutti che avevo avuto coraggio, che mollare tutto è da pazzi ma che avevo avuto le palle per farlo. Vaffanculo! Ero solo una donna innamorata. E quando ami davvero non te ne frega niente delle conseguenze. Vai ti lanci e sfondi tutto come un’ariete. 
I “se” e i “ma” sono i figli della paura. 
La stessa paura che mi accompagna, perché quella ce l’ho sempre dietro, mi segue, è come se fosse la mia stessa ombra.
 E lui mi diceva “sei una caporeparto e nemmeno hai il livello! Vai in ufficio e glielo chiedi! Perché sei brava e te lo meriti!” 
Ma in ufficio non ci sono mai andata e dopo tanti anni di lavoro con un livello inferiore a quello che in realtà dovrei avere ho continuato a fare quello che ho sempre fatto.
 E resto la solita cogliona. Quella di sempre.
 E vado avanti così. 

©barbame 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...