Casa …vista da Roberto 

Quando a diciannove anni, come ho fatto io, decidi di andare via di casa, sai alcune cose.Sai che la vita è dura, che indipendenza e libertà sono legate l’una all’altra ma che non sempre riescono a indirizzarsi sulla stessa traiettoria.

Sai che ci sarà un affitto, delle bollette da pagare, lavori di qualche mese (tanti) e poche certezze.

Impari subito che il lavoro dei tuoi sogni esiste, ma che spesso non è abbastanza remunerativo per poterci vivere. Allora fai altro, altri lavori, altre cose. Ma intanto il tempo passa e divora un po’ dei sogni che ti eri messo in tasca da giovane, quando sei partito.

È così che funziona. Una nuova città, poi un’altra ancora, la casa, il primo incidente, una constatazione amichevole, le utenze che improvvisamente portano il tuo nome, una dichiarazione di reddito, un atto notarile, gli amici, un cane, le fregature, i viaggi, l’amore.

Un giorno hai diciannove anni e subito dopo sei un uomo. Magari diverso da quello che avevi immaginato. Comunque un uomo.

È come il momento in cui da bambino cominci a camminare senza volere più che nessuno ti tenga la mano, la voglia di esplorare che ti permette di proseguire inarrestabile, nonostante le cadute, nonostante tutto.

Quello che non sai, invece, quando parti, è che ogni giorno della tua vita sarà scandito da una piccola ferita, una menomazione impercettibile dall’esterno ma che sai di avere da qualche parte. Te ne accorgi a ogni ritorno, quando quella ferita si apre e l’ingombro di ciò che senti si trasforma in qualcosa che non riesci più a trattenere.

È la consapevolezza che in quel posto ci sarà per sempre qualcosa di tuo.

Un giardino, una scritta sui muri, l’incisione su un albero, un amico, una panchina, una scuola, un castello, un parco, una discoteca, la famiglia, una Tennent’s dal sapore che lì ti pare sempre diverso, più buono.

E poi le strade: posti in cui improvvisamente, mentre allo stereo fai partire le canzoni che ascoltavi da ragazzino, si materializza la tua storia, i tuoi ricordi. 

Credo sia questo il posto in cui nasci.

L’unico posto che resta ad aspettarti ogni volta che te ne sei andato via.


#calabria #casa

Roberto Pellico

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